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“Stalking”, difficile difendersi

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Gen 19, 2015 Senza categoria Comments are off

DI GIORGIO DOBRILLA —“In Italia oltre trenta delitti al giorno di “stalking” (vessazione – molestie). Così inizia un articolo molto documentato di Piero Innocenti, già questore a Bolzano pochi anni fa. La competenza dell’autore suggerisce di riprendere –con il suo consenso- alcuni aspetti da lui segnalati. Da sapere, intanto, che lo stalking è perseguibile a querela della persona che riceve reiterate molestie e/o minacce da parte del molestatore (“stalker”), a causa delle quali la vittima vive in angoscia temendo per la incolumità propria o anche di un congiunto. L’arresto è tuttavia obbligatorio solo in flagranza di reato, con reclusione prevista da 6 mesi a 4 anni. Reclusione maggiore se il reato è commesso da un partner comunque legato alla persona oggetto di stalking, o se tale reato è messo in atto mediante e-mail, cellulari, fax. Si procede pure d’ufficio quando il molestatore è stato già “ammonito” oralmente in questura a tenere una condotta “conforme alla legge” nei confronti della vittima molestata in precedenza. Inoltre, il questore può diffidare l’autore dello stalking anche su semplice segnalazione (non anonima) di “violenza domestica”, naturalmente dopo avere accertato la veridicità dell’accaduto con opportune indagini. Aggressione domestica significa in concreto atti gravi/reiterati di violenza non solo fisica o sessuale, ma anche psicologica ed economica, nel contesto di un nucleo famigliare o tra persone legate, al momento o in passato, da una relazione affettiva. Nei primi sette mesi del 2014, lo stalking risulta in ulteriore aumento, con 6.319 casi denunciati e dunque una novantina ogni mese, cifra che sembra modesta solo per chi non è stato vittima di questo odioso reato. In pole position troviamo la  Lombardia, seguita da Campania, Sicilia, Lazio, Puglia, Emilia-Romagna, Val d’Aosta. Oltre agli “ammonimenti” il questore dovrebbe anche “informare senza indugio” il molestatore che esistono servizi territoriali che potrebbero essere utili, come per altre dipendenze, anche agli autori di violenza domestica. Qualche iniziativa per arginare il fenomeno dello stalking esiste dunque ma, a parere di molti (e di chi scrive) la querela è un deterrente assai poco efficace. Servirebbe di più, e verrebbe allora usata più spesso, se la sanzione per gli stalker fosse severa e certa, perché trovarsi faccia a faccia con il molestatore querelato poco tempo prima non è certo incoraggiante per il querelante. La rieducazione è una civile strategia romantica, ma chi è oggetto di violenza, per essere collaborante, ha bisogno di essere protetto da interventi immediati tattici, che sono severità e certezza.