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Gli scemi di Allah

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Ago 18, 2017 Comments are off

ETTORE FRANGIPANE –

Cari Amici, gli scemi hanno colpito ancora. a Barcellona. Scrivo “scemi” perché penso che così si debba fare. Ogni altro aggettivo anche ingiurioso, non se lo meritano. Come giornalista debbo dire che da sempre credo che ai mascalzoni vengano attribuiti immeritatamente aggettivi che possono essere letti anche in chiave encomiastica. Perché scrivere. ad esempio, di “audace rapina”? E’ come riconoscere loro l’audacia, che è una virtù. Sono scemi, e basta. Tutti vorrebbero essere audaci, nessuno ambisce ad essere scemo. Definiamoli allora per quel che sono veramente: degli scemi. Per me, una mussulmana che gira col velo in testa e i capelli nascosti, è una scema (specialmente col caldo dell’estate). Il mussulmano che gira con la palandrana bianca, il barbone, lo zuccotto in testa e i sandalacci professando così la sua “mussulmanità” anche in momenti tragici come questi, è uno scemo. Io non giro travestito da frate francescano. Gli stessi preti, qui in Italia, si vestono ormai con abiti borghesi. Se a questi impalandranati si attribuiscono aggettivi che possono avere anche un’interpretazione positiva (audaci, barbari ecc.), si fa loro a conti fatti un piacere. Vanno definiti per quel che sono: degli scemi. Penso alla locuzione “invasioni barbariche”, che noi, depositari della superiore cultura greco-romana, intendiamo giustamente come fenomeno in sé negativo. Ebbene, in Germania il fenomeno è detto “Völkerwanderungen”, ossia “migrazioni di popoli”: evidentemente i tedeschi si vergognerebbero a sentirsi definire barbari. E abbelliscono così la locuzione, trasformandola in qualcosa di turistico. Venivano qui, in casa nostra, a distruggere, incendiare, uccidere, stuprare, VANDALIZZARE  (da Vandali). Erano a conti fatti dei poveri scemi ignoranti, analfabeti, di nullo valore, tolti i loro muscoli. Perché gratificarli allora di un “barbari” che all’origine, in greco, significava semplicemente “stranieri”? A Barcellona? Scemi, scemi, scemi. O, se vogliamo essere generosi: poveri deficienti!