Non piove più, vendiamo i cannoni

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Set 24, 2017 Comments are off

DI GIANNI PARDO

 

S’immagini un Paese dove non piove da tempo. Molti pensano che non pioverà più e ovviamente reputano inutile impermeabilizzare le terrazze, comprare ombrelli, creare fognature e canali di scolo. A che serve proteggersi contro la pioggia se non pioverà mai più? Sembra un discorso da pazzi ma non lo è.

L’Europa vive il più lungo periodo di pace della sua storia. Dal 1944 al 2017 sono settantatré anni. Quanta gente ha una memoria personale della fame, dei bombardamenti, e nel Nord, addirittura, della guerra civile? Per così dire, tutti gli abitanti del continente hanno soltanto la nozione della pace. Non hanno visto epidemie di morbillo, e pensano che i vaccini siano inutili. Insomma sono le vittime della loro ignoranza e del limite costituito dalla loro esperienza personale.

In questo senso si potrebbe dire che i vecchi colti sono vecchi due volte: hanno imparato molto da ciò che hanno vissuto, ma hanno imparato molto anche da ciò che hanno studiato. La cultura allunga di secoli la loro esperienza.  Non hanno vissuto la tragedia della peste, ma la conoscono perché fece strage in Grecia nell’antichità, e in Europa nel ‘600. Deprecano come tutti il terrorismo islamico ma non ignorano che anche noi, qualche secolo fa, ci siamo scannati in nome di Cristo. E se l’Europa ha la fortuna di un lunghissimo periodo di pace, ciò non significa che non pioverà più. Inconcepibile che francesi e inglesi si facciano guerra? Nient’affatto, se la sono fatta per secoli, in passato. Francesi e tedeschi a braccetto? Certo, ma si sono scontrati per tre volte, recentemente; con Napoleone, con Bismarck e con Hitler.

La guerra è un fenomeno da non escludere mai, perché è iscritto nel nostro Dna. Ci sono specie che fanno guerre (gli uomini e le formiche, per cominciare) e specie che nemmeno immaginano che cosa sia: per esempio i gatti o le balene.

Dunque, ogni progetto che elimini la guerra dall’orizzonte è irrealistico. È stupido dire che si può fare a meno dell’esercito soltanto perché non se ne ha bisogno oggi. Sarebbe come affermare che non si ricorrerà mai al medico soltanto perché attualmente ci sentiamo bene. E purtroppo questo errore è correntissimo. Lo si vede nell’irresistibile voglia di non spendere in armamenti e nell’imperante frazionismo delle nazioni. Quando Praga e Bratislava facevano parte dell’Impero Austroungarico, chi avesse attaccato queste città se la sarebbe vista con Vienna. Oggi invece la Bielorussia, la Moldovia, Malta, le Repubbliche Baltiche ed altri ancora, come potrebbero difendersi, se attaccati? Certo, potrebbero contare sugli alleati, ma c’è un principio storico indefettibile: l’alleato ti difende se gli conviene difenderti, diversamente ti lascia al tuo destino.

Soltanto chi è in grado di difendere sé stesso è una vera nazione sovrana. La Francia è indipendente perché ha l’armamento atomico e un esercito moderno. Noi non soltanto non siamo una potenza atomica ma al nostro esercito lesiniamo il centesimo. E infatti militarmente non siamo indipendenti. Finché non pioverà, non ci bagneremo.

Ecco perché la razionalità vuole che si sia molto severi nei riguardi dell’imperante separatismo. Se già sono deboli la Spagna o l’Italia, i baschi, i catalani, i padani non si chiedono quanto peserebbero, da soli? L’attuale tendenza al frazionamento è una delle forme della stupidità contemporanea. I catalani poi vorrebbero come prima lingua il dialetto catalano. Con quale utilità? Chi, nel mondo, conosce il catalano? E perché conoscere bene il dialetto senza importanza di una regione e non conoscere veramente bene una lingua d’enorme importanza internazionale come lo spagnolo? Ma già, in questo sono stati preceduti da Malta, che si è liberata dell’inglese e parla maltese: con grande vantaggio della sua cultura e della facilità degli scambi internazionali.

Viviamo sognando progetti assurdi. Addirittura pericolosi, nel tempo, perché presuppongono una stabilità internazionale pressoché eterna. Io piango ancora pensando all’errore commesso dalla Francia nel 1954, quando votò contro la Comunità Europea di Difesa: avremmo avuto un esercito continentale e saremmo stati in grado di contare sulla scena internazionale.

Oggi l’Europa è inesistente, nella geopolitica. In compenso forse avremo nuovi mini-Stati che, per la loro difesa,  disporranno  di bellissimi cartelli di divieto di accesso. Un temibile disco rosso sbarrato da una fascia bianca orizzontale. .