La vergogna dilaga

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Set 4, 2017 Comments are off

DI DEBORAH FAIT

Lo so che dirsi schifati non serve, ma è impossibile non reagire alle notizie che provengono da Barcellona a due settimane dalla strage sulla RamBla. Oltre agli striscioni acclamanti l’accoglienza, oltre al sorriso ebete del sindaco della città, Ada Colau, oltre alle manifestazioni di fratellanza con fiori, candeline, palloncini, migliaia di idioti urlanti amore e solidarietà e sorelle di terroristi piangenti davanti alle telecamere, ecco che arriva l’ultimo sfregio alle vittime e alla dignità umana. La direzione del teatro Liceu, che si trova proprio sulla Rambla ancora imbevuta del sangue delle vittime del terrorismo islamico e davanti al quale il furgone maledetto aveva terminato la sua corsa di morte, ha deciso che nell’opera “Il viaggio a Reims” di Gioacchino Rossini, in programma dal 13 al 20 settembre, deve essere cancellata la parola croce e sostituita dalla parola amore.
La notizia mi ha lasciata senza parole perché non è possibile arrivare così in basso, avere così poco rispetto per sé stessi e per la propria civiltà e cultura, vendersi con tanta facilità e stupidità a chi vuole solo uccidere innocenti e invadere l’Europa. Le istituzioni sono in mano a degli imbecilli che non hanno nessuna vergogna di prostituirsi, andando persino contro se stessi e quello che dovrebbero rappresentare. Non credo proprio che gran parte dei musulmani conosca bene Rossini, tanto meno “Il viaggio a Reims”, né credo che quella terribile frase, “la croce splenderà”, possa togliere loro il sonno.
No, sono i “nostri”europei”, sono coloro che presiedono l’ordinamento della società di questa povera piagnucolante e tremebonda Europa ad essere dei venduti, a non avere la minima dignità culturale, nazionale, umana, sono loro che permettono ai musulmani di fare i padroni in casa d’altri.
Una volta cancellate la cultura e la rispettabilità non restano che vergogna e disonore. L’Europa si è venduta al nemico senza nemmeno tentare una piccola, debole difesa della propria antica civiltà. Aspettiamo adesso che tocchino Verdi e rifacciano il Nabucco sostituendo i palestinesi agli ebrei che tornano in patria dall’esilio babilonese. Come cambieranno questa meraviglia che toglie il fiato?
Del Giordano le rive saluta, Di Sionne le torri atterrate… Oh mia patria sì bella e perduta! Oh membranza sì cara e fatal! Arpa d’or dei fatidici vati…”   Credetemi, non siamo lontani da questa vergogna, hanno incominciato con Rossini e andranno avanti, forti del silenzio generale, vigliacchi fino all’ignominia.