il CORRIERE sullo scivolo

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Ago 2, 2017 Comments are off

 

 

 

DI GIANNI PARDO –

Può darsi che stia calunniando il “Corriere della Sera”, e la cosa mi piace talmente poco che, se qualcuno dovesse dimostrarmi che mi sbaglio, lo ringrazierei di cuore.

Come si sa, i giornali sono in crisi perché, da quando c’è internet, moltissima gente non compra più il quotidiano in edicola. Tra televisione, web e giornali online, si ha addirittura un eccesso di informazione. Ma i giornali vivono delle copie che vendono e queste copie sono drammaticamente calate di numero. Con conseguenze anche sui ricavi pubblicitari, evidentemente proporzionali alla diffusione del quotidiano. E a questo punto è stato necessario correre ai ripari.

Da un lato i giornali non potevano del tutto rinunciare alla vetrina di internet, dall’altro se avessero messo online l’intero contenuto del quotidiano, nessuno più,  o quasi, l’avrebbe comprato. Allora sono state trovate alcune soluzioni. In primo luogo, si è riusciti a far abolire o quasi le rassegne stampa gratuite (preziosa quella del Senato, a suo tempo); in secondo luogo, tutti hanno adottato la tecnica di non mettere quasi nulla online, se non l’inizio degli articoli, alcune foto, insomma la pubblicità del prodotto, pregando i lettori di abbonarsi alla versione online naturalmente ad un costo inferiore a ciò che pagherebbero comprando la copia cartacea. Qualche articolo rimane leggibile, ma alcuni giornali, come per esempio fa il “Foglio”, gratis non offrono più niente. E il problema rimane veramente serio, perché malgrado tutti questi accorgimenti il settore boccheggia.

Il Corriere della Sera, tempo fa, cominciò a difendersi in questo modo: permise a chiunque di leggere il giornale “gratis” per un mese, e poi o quell’utente si abbonava, o dal suo computer non poteva leggere più niente, se non i titoli. Ma questo sistema aveva una falla. Se il lettore azzerava la cronologia del suo browser, il giornale non lo riconosceva più, e ogni giorno lo considerava “nuovo”, permettendogli di leggere gli articoli. Il portoghese professionista la faceva franca.

È andata così per molti mesi. Ma da qualche tempo sembra che il Corriere in aggiunta abbia trovato un nuovo sistema. Ha mantenuto la chiusura sull’informazione seria e i commenti politici di alto livello, e ha cominciato ad abbondare in video “curiosi”, impossibili da vedere anche per chi ha azzerato la cronologia del browser. Notizie di nessuna importanza, ovviamente, ma capaci di stimolare l’interesse di chi si annoia sotto l’ombrellone.

Per dimostrare la mia tesi, ecco gli esempi tratti dal giornale di ieri, primo agosto 2017. Chiedo scusa in anticipo per la lunga citazione.

Traghetto si schianta sulla banchina. / Coccodrillo si azzuffa con gli squali / Automobilista impaziente cade con tutta l’automobile dal traghetto appena attraccato / Spunta un serpente in ufficio, la cronista non si scompone / Pilota atterra senza poter vedere la pista, l’aereo era stato danneggiato dalla grandine / Ecco perché non ci si dovrebbe fermare in mezzo  all’acquascivolo / Come aprire lo sportello di un furgone in trenta secondi / Brunetta litiga con Parenzo e Talese / Valery Rozov, il salto da ben 6.768 metri / Brunotti in bilico sul Gran Canyon, in bicicletta / Gaza, vivere fra le lapidi / Gallinari, pugno e frattura / Scontro fra autocarri in A14 / Apparecchio per i denti in meno di trenta secondi / Un treno molto lungo al passaggio al livello e un camionista molto  impaziente.

Non garantisco di non avere omesso qualche altro video. Come non posso neppure dire perché dovreste vederli, dal momento che, non essendo io abbonato al Corriere, non ho potuto giudicarli. Soltanto chiedo: e questo è il più grande giornale italiano? A me sembra divenuto una succursale di YouTube, quel prezioso servizio che, a richiesta, vi mostra un’infinità di filmati sui gatti, sulle cadute comiche, sugli incidenti stradali più disastrosi, su qualunque cosa strana vi passi per la testa. Ma si chiama giornalismo, questo? Quelli che un tempo erano i lettori del Corriere della Sera sono divenuti una manica di ragazzini curiosi e scervellati, capaci di interessarsi soltanto di scemenze del genere?

Urge dimostrazione che mi sbaglio