Ancora sull’omeopatia

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Ago 12, 2017 Comments are off

DI GIORGIO DOBRILLA –

Sembrerebbe logico che chi si fa curare con l’omeopatia conosca a grandi linee il razionale su cui questa si basa e la consistenza delle vantate prove di efficacia. Solo dopo, una persona potrebbe decidere se aderirvi. In realtà, la maggioranza di chi ricorre all’omeopatia (saltuariamente e per disturbi “minori”) ignora entrambi questi aspetti. Tuttavia, chi dice che l’omeopatia “non fa niente,” sbaglia, perché un effetto placebo anche l’omeopatia ce l’ha. L’importante però è che la natura placebica sia ben chiara, che venga usata a esclusivo vantaggio del paziente, che il preparato omeopatico costi poco, e, infine che l’iniziale beneficio clinico da esso indotto non ritardi un decisivo approfondimento diagnostico e, eventualità ancor più drammatica, non porti a ignorare una cura esistente, persino antitumorale, di efficacia documentata. Non sarebbe il caso ritornare sul tema in quanto trattato estensivamente da chi scrive già nel 2008 nel libro “Le Alternative” (esaurito), se ulteriori conferme della natura placebica dell’omeopatia non fossero riproposte con forza molto recentemente.

Chi volesse documentarsi può consultare il capitolo sulle prove nel libro “Acqua Fresca” (2015), curato da S. Garattini, dell’Istituto Mario Negri (grazie al cui prestigio, la sede dell’European Medicines Agency, dopo la Brexit, sarà probabilmente spostata da Londra a Milano). Altro dettagliato documento sull’inefficacia specifica dell’omeopatia è quello da N. Cartabellotta (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) intitolato “Omeopatia tra evidenze e contraddizioni”, pubblicato in giugno 2017 nella rivista “The Future of the Science and Ethics”, emanazione della Fondazione Veronesi. Supernews (agosto 2017) è infine che il National Health Service (NHS) inglese (equivalente al nostro SSN), per diminuire la pesante spesa sanitaria, ha sollecitato le strutture avvicinabili alle nostre ASL a vietare la prescrizione di preparati di efficacia non provata. In questo elenco del NHS in buona evidenza ci sono i preparati omeopatici che vanno non prescritti o sospesi se prescritti in precedenza.  Si potrebbe ingenuamente pensare che anche i politici nostrani, concordi a parole a diminuire la spesa pubblica a prescindere (presumibilmente) dalla collocazione politica, siano pronti ad attenersi alle raccomandazioni di cui sopra. E invece? Ecco alcune dichiarazioni di qualche anno fa  sull’omeopatia di un uomo politico in auge ma totalmente digiuno di medicina (per ora senza nome): “L’omeopatia non è un problema, è una risorsa”, “L’omeopatia in tutte le sue forme, soprattutto più moderne come la Medicina fisiologica di regolazione (?, NdA) o l’omotossicologia, è in grado di garantire soluzioni…eliminando le anacronistiche barriere culturali di questa ormai accreditata (sic! NdA) disciplina”. Unglaublich!